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9841/RUKELI

Monologo

60 min

di e con Gianmarco Busetto
suoni Enrico Tavella
regia tecnica Marco Duse
video Marco Ducoli
graphic design Marina Renzi
regia Gianmarco Busetto, Enrico Tavella
produzione Farmacia Zooè, 2015

Il corpo dell’attore – ampio, largo, saldo – parla di resistenza, di impatto, di sfondamento. La polvere bianca che scivola via dal corpo a ogni minimo movimento è la fisicità che rifiuta costantemente l’arianizzazione, l’ignominia, l’insulto. La voce, profonda come un dedalo di radici, appunto, tiene ancorati il personaggio, l’uomo e l’attore. Rukeli è un monumento alla forza.
Marianna Sassano, Nonsolocinema

Affronta in modo assolutamente originale la tematica del razzismo e del pregiudizio.
Anna Fiorile, Quartaparete

Un teatro necessario che nasce dall’urgenza di raccontare qualcosa che deve essere raccontato. Uno spettacolo che fa male. Tanto. E fa bene a farlo.
Alessandra Agosti, Il Giornale di Vicenza

“Un albero non cade se ha radici profonde.”

9841/Rukeli racconta la storia del pugile di origine sinti Johann Trollmann, detto Rukeli.
La vicenda umana e sportiva di un uomo che, da solo, ha osato sfidare la propaganda nazista con uno dei gesti più eclatanti e meno noti della storia. Un atto d’amore che si racconta sotto la pelle tragica di un’Europa sfigurata.
Lo spettacolo invita a una riflessione sulle moderne forme di razzismo e pregiudizio, e sul rapporto che lega l’essere umano ai concetti di dignità e diversità. Un confronto tra ieri e oggi, sulle influenze del passato nel nostro tempo.

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